Ancora una volta, proviamo ad accostare due notizie lontane nel tempo, ma terribilmente simili.
La prima risale alla seconda guerra mondiale e si riferisce all'Italia: studieremo che nel 1943, dopo un armistizio, l'Italia si trovò praticamente divisa in due, una già "liberata" e una dove la guerra imperverserà ancora per quasi due anni.
In questa fase, Milano era occupata dai tedeschi, che usavano le fabbriche milanesi per produrre materiale bellico [bellico significa: per la guerra]. Gli Alleati [si chiamavano così inglesi e americani che combattevano per liberare l'Italia dai tedeschi e dagli italiani fascisti] cercavano di bombardare queste fabbriche per impedire ai tedeschi e ai fascisti di continuare la guerra.
Il 451° Bomb Group (formato da 36 aerei, divisi in due gruppi) aveva come obiettivo una di queste fabbriche, le officine Breda. Ogni aereo trasportava 10 bombe (ogni bomba era da 220 chili).
La prima ondata non riuscì a sganciare le bombe a causa di un guasto.
La seconda ondata fece un errore enorme: arrivata a circa 4 chilometri dal punto dove doveva colpire, il gruppo di aerei girò [si dice meglio: "virò"] a destra invece che a sinistra. Si trovò così completamente fuori bersaglio.
Le bombe erano già innescate [significa che era già stato "acceso" il dispositivo per farle scoppiare e non poteva più essere fermato] e per questo motivo gli aerei non potevano atterrare.
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venerdì 8 agosto 2014
martedì 29 luglio 2014
Guerra!
In questi giorni di notizie di guerra che arrivano da molto vicino a noi, ricordiamo due cose:
la prima cosa è successa esattamente cento anni fa: il 28 luglio 1914 l'Austria-Ungheria dichiarava guerra alla Serbia e, credendo di cavarsela con una guerra-lampo limitata, dava invece origine alla Prima Guerra Mondiale.
Di chi è la responsabilità? Anche in questo ambito, le cose non sono così semplici. Lo impareremo quest'anno. Intanto, la Taschen (una grande casa editrice tedesca) pubblica un libro con 320 fotografie a colori, riscoperte e messe a disposizione del pubblico. Ricordiamo che la fotografia a colori, cento anni fa, era un affare da pionieri: il processo richiesto per scattare e sviluppare fotografie a colori era lungo e complesso. Per questo, di solito le fotografie rappresentano scene accuratamente composte, appena dietro la linea del fronte. Vediamo ritratti di gruppo, soldati che si preparano per la battaglia, città devastate dai bombardamenti... Vediamo , cioè, la quotidiana esistenza umana e le conseguenze devastanti sul fronte.
la prima cosa è successa esattamente cento anni fa: il 28 luglio 1914 l'Austria-Ungheria dichiarava guerra alla Serbia e, credendo di cavarsela con una guerra-lampo limitata, dava invece origine alla Prima Guerra Mondiale.
Di chi è la responsabilità? Anche in questo ambito, le cose non sono così semplici. Lo impareremo quest'anno. Intanto, la Taschen (una grande casa editrice tedesca) pubblica un libro con 320 fotografie a colori, riscoperte e messe a disposizione del pubblico. Ricordiamo che la fotografia a colori, cento anni fa, era un affare da pionieri: il processo richiesto per scattare e sviluppare fotografie a colori era lungo e complesso. Per questo, di solito le fotografie rappresentano scene accuratamente composte, appena dietro la linea del fronte. Vediamo ritratti di gruppo, soldati che si preparano per la battaglia, città devastate dai bombardamenti... Vediamo , cioè, la quotidiana esistenza umana e le conseguenze devastanti sul fronte.
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